
DIARIO DI UN’ANIMA:
UNA FOGLIA SECCA
Ma io voglio essere una foglia secca, dal momento che lo sono: secca e leggera, staccata dalla mia pianta, facile al soffio soave e forte della grazia, senza più umore di terra, ma disseccata ai raggi del sole, dopo che ho ben capito che la terra non mi può dare il nutrimento per la mia vita perenne, eterna. Che il mio vento irresistibile mi stacchi, mi sollevi, mi porti dove vuole: sui tetti, sulle vie, nei fossi, dove vuole: io non avrò più resistenza, attaccamento, ripugnanza… nulla!
Una folata di vento sollevò dal giardino le foglie secche e, facendole volteggiare per aria, le portò alte, e poi via!, lontano; alcune ricaddero sulla via, altre nel fossato, altre sui tetti.Io sono una foglia secca. Basta un po’ d’aria, e già sono alta, gonfia, leggera, in balía non so di chi, di un po’ di vento… Ricado quindi sui tetti dove inaridisco ancora di più, sulla via dove sono poi calpestato, nel fosso dove dovrò marcire.
Se un Dio si è lasciato portare dal cielo in balla del suo vento d’amore per me, per me, per me… nella culla, a Nazareth, sulla croce, nel tabernacolo, nel mio petto, e anche nei fossi, e per le vie e sui tetti squallidi delle soffitte, per me… – chi sono io, da volere stare abbracciato al tronco verde e non voler seccare e bruciare? [22 gennaio 1922]
Dal seno dell’eternità Dio mi conobbe, mi amò, mi chiamò per nome. Sigillò il mio cuore, mi prevenne. Chi mi fece mi abbia. Io credo in Dio Padre Onnipotente! Io amo l’Onnipotente! Egli mi ama… Lo sguardo suo è sopra di me sempre, puro, purificatore, consacratore, Io voglio, Egli vuole. Basta! Il cielo non fugge, mi aspetta. Io mi immergo nella vita eterna, nell’Amore. Ancora lungi da lui, ma non lungi, già sono in lui… Oh! fede, fede, fede…
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