
In comunione nell’unico Spirito. Contro ogni schiavitù e uniformità, il dono dello Spirito pervade la Chiesa e genera una feconda diversità al servizio dell’unico corpo ecclesiale.
Commento di don Mario Albertini
La Pentecoste era una festa ebraica, la festa della mietitura, che cadeva cinquanta giorni dopo la Pasqua. Per noi cristiani ha assunto un nuovo significato. Cerchiamo di capire. Tocco tre punti:
- celebriamo un fatto, un evento;
- si tratta di un fatto che ancor oggi è efficace;
- un fatto che riguarda anche noi.
1 – 0ggi celebriamo un fatto, quello narrato nella prima lettura della Messa: gli apostoli in preghiera, e con loro c’era anche Maria madre di Gesù, furono ripieni di Spirito Santo. Lo Spirito Santo Gesù lo aveva promesso, definendolo in varie maniere, in particolare chiamandolo il Consolatore, colui che dà serenità e forza per vivere nella bontà, e anche lo Spirito della verità perché farà comprendere sempre meglio gli insegnamenti di Gesù e darà anche la capacità di essere veri, cioè di conoscere il senso della vita e di coltivarlo, uniformarsi ad esso. Un fatto essenzialmente interiore, che tocca l’anima, che però si è manifestato con i segni esterni del vento impetuoso e delle lingue di fuoco. Leggi tutto »