Nel dono di Gesù si compie l’alleanza. Gesù, colui che dev’essere «innalzato da terra» e morire, come il chicco di grano, per portare il frutto del perdono, porta a compimento l’alleanza promessa da Dio, affinché tutti possiamo conoscere l’amore del Signore.
Commento di don Mario Albertini
Quell’uomo sfigurato pendente da una croce è veramente il Figlio di Dio. Quando entriamo in una chiesa, non come turisti ma da credenti, lo sguardo e la mente e il cuore sono attirati, oltre che dal tabernacolo, anche dal Crocifisso: nel primo adoriamo la presenza sacramentale di Gesù, il secondo suscita in noi un atto interiore di umiltà e di riconoscenza perché crediamo che è morto per noi. Così diamo conferma a quello che lui ha predetto: “Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. Elevato sulla croce, Gesù è il centro di attrazione della nostra fede. Leggi tutto »
Il Signore «vuole» purificarci.La vita di ciascuno è segnata da difficoltà e momenti di smarrimento, in cui ci allontaniamo dal Signore e preferiamo aderire al “male” che ci circonda. È questa la «lebbra» da cui solo la fede in Gesù Cristo può liberarci e risanare le nostre relazioni con gli altri.
Commento di don Mario Albertini
Negli atteggiamenti di Gesù c’è una strana contraddizione tra prima e dopo il miracolo: quando il lebbroso, che tutti sfuggono, si presenta, Gesù “ne ebbe compassione”; ma subito dopo “lo cacciò via subito”. E’ detto proprio così; lo cacciò. L’evangelista non spiega; penso che sia perché prima quel tizio si presenta nell’umiltà di chi chiede, e poi forse pretende di essere ammesso subito tra gli apostoli. In altre parole: chi è umile, Gesù lo accoglie; chi ha delle pretese, lo allontana. Vale la pena pensare a come noi ci presentiamo a Dio, forse anche noi con delle pretese. Leggi tutto »
Unione SacerdotaleCommenti disabilitati su ESSERE COME BENINO (CHE VIGILA E SOGNA)
Dic262020
“Natale in casa Cupiello” mi fa ricordare che, oltre alle normali statuine, nel presepe napoletano c’è Benino, il pastorello che dorme. E’ il guardiano delle pecore.
Il Natale.
Mascherine, distanziamento, restrizioni di orario, divieto dei cenoni: tutto ciò però non tocca la bella tradizione, che proprio l’anno scorso ci ricordava papa Francesco con la Lettera Admirabile Signum , “di preparare il presepe nelle nostre famiglie”. Proprio in queste circostanze il presepe mi pare un segno di grandissima speranza. Ripenso a “Natale in casa Cupiello”. Scritta nel 1931, anche quello un periodo difficilissimo per il nostro Paese, l’opera di Eduardo De Filippo vede il cuore buono del padre resistere abbarbicato al presepe e campeggiare eroico in mezzo a inganni, povertà, tradimenti, ripudii, guerra e profittatori.Leggi tutto »
Un’accoglienza gradita a Dio. L’accoglienza ospitale di Abramo e Sara, cui Dio risponde donando loro la promessa del figlio Isacco, è anticipazione della Santa Famiglia di Nazareth, Maria e Giuseppe, luogo ospitale per il dono definitivo di sé da parte di Dio nel Figlio fatto uomo.
Commento di don Mario Albertini
Nei giorni, che seguono la festa della Natività di Gesù, la liturgia ci presenta le reazioni delle persone che si sono trovate di fronte a quel Bambino e ne hanno intravisto il mistero: Maria e Giuseppe primi fra tutti, poi i pastori, più tardi i Magi. Oggi ad incontrare Gesù sono queste due anziane persone, Simeone ed Anna, che avevano vissuto in un’attesa sorretta dalla speranza, e il vangelo riferisce la loro gioia. Sono il simbolo dell’umanità intera, che aveva atteso (coscientemente o inconsciamente) la salvezza preparata per tutti i popoli, la luce che avrebbe illuminato le genti. Simeone ed Anna capiscono che la promessa fatta da Dio ad Abramo, di cui si parla nelle prime due letture della Messa, è ora mantenuta. Leggi tutto »
SABATO 26 – Santo Stefano, primo martire – Ss Messe ore 08.30 – 10.30
DOMENICA 27 – SANTA FAMIGLIA DI NAZARET – Ss Messe: Ore 8.30 – 10.30 .
AVVISI SETTIMANALI
Ci è pervenuto dal Vescovo questa comunicazione: “Alla luce dell’assenso pervenuto dalla Penitenzieria e in comunione con gli altri vescovi della regione ecclesiastica triveneta, ritengo che anche nella nostra diocesi sia possibile prevedere che nelle singole parrocchie o nelle unità pastorali si celebri – durante il periodo indicato – dal 16 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, il Sacramento della Penitenza nella ‘terza forma’ ”.
Questa “terza forma” prevede: la preparazionefatta insieme con un brano della Parola di Dio, l’esame di coscienza fatto insieme e dopo qualche minuto di silenzio, il Sacerdote impartirà a tutti i presenti l’Assoluzione. Resta l’impegno di confessare quando si potrà i singoli peccati gravi di cui al momento non è possibile fare l’accusa.
La nostra parrocchia ha programmato questa celebrazione per
MARTEDI’ 22 DICEMBRE:
alle ore 15.30 in chiesa per gli Anziani e coloro che non possono essere presenti alla sera;
alle ore 20.30 in chiesa per giovani e adulti
Per chi volesse accedere singolarmente alla confessione, il giorno GIOVEDI’ 24 dicembre, sia al mattino che al pomeriggio, ci saranno dei Sacerdoti disponibili per le confessioni individuali.